Anidride carbonica e riso meno nutriente

Quando gli scienziati vogliono capire l’influenza dei cambiamenti climatici sulle riserve alimentari del mondo, studiano come l’aumento della temperatura può spostare le stagioni di crescita o come le frequenti siccità possono danneggiare i raccolti. Si mette spesso a fuoco come il cambiamento climatico può incidere sulla produzione agricola; ma la qualità dei raccolti e i loro contenuti nutritivi possono essere altrettanto importanti e ciò, finora, non è stato debitamente controllato.
Negli ultimi anni, però, i ricercatori hanno realizzato che i surplus di anidride carbonica immessi in atmosfera non solo stanno riscaldando il pianeta, ma stanno anche rendendo meno nutrienti alcune delle principali coltivazioni alimentari, cambiandone la composizione chimica e diminuendone le vitamine e i minerali. Un nuovo studio (Dipartimento agricolo USA, Università di Washington, Università dell’Illinois) ha scoperto che il riso esposto a elevati livelli di CO2 contiene meno importanti nutrienti. Per quanti vivono nei paesi ricchi e con diete più sane, può non importare molto se il riso cambierà in futuro queste sue caratteristiche. In realtà le potenziali conseguenze per la salute del mondo sono notevoli, esistendo miliardi di persone che non assumono a sufficienza proteine, vitamine e altri nutrienti. In paesi come il Bangladesh il riso provvede al 70% delle calorie e non esistono molte altre opportunità per assumerle.
Gli studiosi hanno esposto alcuni campi sperimentali in Cina e in Giappone a elevati livelli di anidride carbonica (580 parti per milione a fronte delle attuali 410), valori attesi nelle prossime decadi in conseguenza della combustione di fossili e di altre attività umane.
La maggior parte di 18 varietà di riso e altre coltivazioni di grano, piselli e soia hanno rivelato in misura significativa un calo di proteine, ferro e zinco rispetto agli attuali raccolti. Tutte le varietà, pur contenendo più vitamina E, hanno mostrato un impressionante diminuzione di vitamine B1, B2, B5 e B9.
La scoperta del calo dei nutrienti può sembrare contraddittoria. Dopotutto le piante assumono anidride carbonica per la fotosintesi, e quindi la CO2 sembrerebbe un ingrediente benefico per la loro crescita. Ma la ricerca rivela che la composizione chimica delle piante dipende dal bilancio tra la CO2 assunta dall’aria e i nutrienti assorbiti dal suolo. Disturbare questo bilancio significa cambiare il comportamento di piante come il riso e il grano, che a livelli più elevati di CO2 producono più carboidrati, tali da far diminuire alcuni dei componenti più nutrienti.

Guido Caroselli.

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