Edifici e cambiamento del clima

Con il crescere dei consumi energetici, sempre più persone inquinano e sempre più sono dipendenti dai combustibili fossili. Petrolio e gas sono ancora vitali per produrre energia, per coltivare, fertilizzare, confezionare il cibo, fabbricare, trasportare merci e persone, tenerci al caldo o al fresco e fare il lavoro delle nostre società sempre più disuguali e affamate di energia. Ma il costo dei nostri stili di vita dipendenti dal petrolio si sta dimostrando troppo alto, e mentre i prezzi del barile aumentano di nuovo e così quelli del cibo e dell’energia, l’economia mondiale ristagna.
I progettisti delle abitazioni e i costruttori edili hanno realizzato edifici sempre meno sicuri, più vulnerabili e dissipatori di energia. Ciò a dispetto del fatto che le case sono tra le più grandi sorgenti di gas serra e la prima e più importante difesa dagli elementi esterni. Sempre più spesso, a dispetto delle proteste per la distruzione degli spazi verdi, i cosiddetti progettisti “sostenibili” presentano le loro gigantesche scatole di vetro simili a incubi ambientali.
Gli edifici passivi, che presentano finestre, pareti e piani per ricevere, immagazzinare e distribuire il calore del sole d’inverno e respingerlo d’estate, e che sfruttano la luce solare per l’illuminazione interna, non sono strutture per viverci ma ecosistemi fini a sé stessi. Hanno bisogno di persone che capiscano il loro funzionamento e che sappiano farle navigare come barche al vento. Una nave o un aereo non può funzionare senza piloti, e allora perché una struttura complicata sarebbe capace di funzionare solo con dei meccanismi? Gli edifici sono una parte delle complesse relazioni tra costruzioni, persone e ambiente. Né le persone sono macchine per vivere all’interno di queste case. I progettisti degli edifici tradizionali, in armonia con l’ambiente sapevano queste cose, ma molti architetti moderni hanno una scarsa cognizione del nesso tra costruzioni, persone e natura.
Come si possono allora prendere le decisioni migliori sulla strada da seguire verso un futuro realmente sostenibile? Per prima cosa, sono necessari chiarezza, accordo e comprensione di dove possiamo trovarci in futuro, e un piano d’azione con efficaci strategie per arrivarci. Fondamentale è la necessità di combinare le migliori e collaudate strategie tradizionali con le migliori, nuove tecnologie a basso impatto per le città e le case del 21° secolo, veramente compatibili con le realtà locali e l’ambiente. A causa dell’importanza e della realtà dei cambiamenti di temperatura, abbiamo bisogno di una guida da seguire, e gli obiettivi futuri devono essere realistici, radicali e legati a un processo in continua evoluzione per il progresso e il miglioramento.
L’attuale temperatura media globale è già di circa 1 °C superiore alla media del periodo 1860-1990, e secondo i ricorrenti scenari dell’IPCC (Gruppo intergovernativo per il cambiamento climatico), salirà di 2 gradi per il 2045. Ci sono voluti 150 anni per salire di un grado, ma ci vorranno da ora solo circa 3 decenni per arrivare a un aumento di 2 gradi. Dopo di che, dato che il cambiamento climatico cresce esponenzialmente, il punto a + 3 °C verrà raggiunto dopo solo altri 20 anni. Molti ritengono che l’umanità ha già sorpassato il punto di non ritorno per la mitigazione, e che ora l’unica speranza è adattarsi, combattendo nel frattempo le azioni di retroguardia che minacciano il caos del clima. Una guida efficace all’adattamento potrebbe essere simile a questa:

1 °C: Combattere la negazione

È anzitutto necessario conoscere la dimensione del problema. Al punto di 1 grado di aumento, dove ci troviamo oggi, esiste ancora una diffusa negazione. Mentre molti dirigenti sposano lo sviluppo sostenibile, agiscono chiaramente altrimenti. I governi, l’ingegneria e l’architettura continuano a sbandierare le comunità sostenibili e gli edifici a carbonio zero, mentre sostengono gli interessi dei costruttori e degli industriali nell’applicazione di regole, politiche e strategie per favorire, ad esempio, gli edifici realizzati in economia e quelli sulle pianure alluvionali. In un’epoca di disoccupazione ancora crescente, di povertà e agitazioni sociali, non possiamo più a lungo permettere che il nostri futuro sia prigioniero degli interessi personali dei pochi a danno di molti.
Ad oggi, il metodo più efficace per fornire prove incontrovertibili delle prestazioni degli edifici è stata la direttiva europea sulle prestazioni energetiche.

2 °C: Conoscenza e scienza

Al momento in cui aumenta l’agitazione sociale, è necessario un ripensamento, un approccio alla conoscenza-scienza (S&S) dei 2 gradi in più. Esistono soluzioni credibili di molti problemi relativi alle emissioni, esposte per decenni da molti. Ad esempio, le riduzioni secondo il “fattore quattro”, basate sul raddoppio della produzione a fianco del dimezzamento dell’uso delle risorse e dei relativi impatti ambientali, sono viste come una base credibile per fondare un’economia a basse emissioni di carbonio ed efficiente sotto il profilo delle risorse.
L’approccio S&S è esemplificato dal rapporto “Vincere il riscaldamento’, nel quale una varietà di edifici, includendo, case, scuole e ospedali, sono sistematicamente progettati per il clima futuro, o modificati per rivedere i costi e i vantaggi energetici di varie strategie di adattamento. Gli edifici hanno dimostrato la possibilità di essere sensibilmente adattati per restare abitabili in un’epoca futura più calda, in considerazione di molti fattori: i guadagni e le perdite di calore, la capacità di illuminazione solare, le finestre, la ventilazione, la temperatura, l’umidità, la capacità di isolamento dei materiali, l’adattabilità e il recupero energetico degli edifici.
Per ottenere questo, i migliori edifici hanno una forma appropriata, sono di materiali isolanti, sono naturalmente ventilati e riparati dal sole in estate, e generano una gran parte della loro energia. Un efficace equipaggiamento gioca un ruolo in questo insieme di caratteristiche, ma non è così importante come l’architettura di base dell’edificio, come la cognizione di reale rifugio e comfort termico e l’uso di procedure di adattamento, basilari per edifici realmente passivi. Il passo successivo in questo processo è gestire gli edifici, per quanto possibile, con energia rinnovabile pulita.
La S&S è la base sulla quale si può fare affrontare alle comunità il livello dei 3 gradi.

3 °C: Soluzioni e comunità forti

L’elenco degli adattamenti richiesti per un aumento di 3 gradi – se dobbiamo sopravvivere senza cambiare le nostre società – è lunghissimo, e richiederà governi e comunità forti. Se vogliamo ottenere edifici con un reale basso consumo energetico, gestire gli sgomberi delle persone per proteggerle dalle alluvioni costiere e i fluviali, riattrezzare le nostre industrie a un consumo basso o nullo di carbonio, abbiamo bisogno di governi forti e capace di inventiva.
A fronte dell’aumento della popolazione mondiale, della crescente richiesta di risorse, dell’esaurimento, del rallentamento e del possibile collasso delle economie in via di sviluppo, siamo alla ricerca della possibilità di cambiare le nostre scelte di vita e delle società nelle quali viviamo. Ciò significa una riorganizzazione sociale tale da realizzare la parità di opportunità e l’accesso alle risorse, e tale che gli impatti del cambiamento climatico non gravino su alcuni settori escludendone altri. L’ingiustizia sociale ha effetti deteriori, per esempio sulla sanità pubblica. Tutte le società, prima o poi, falliscono per il perpetuarsi delle iniquità. Un modo per far fronte a una sfida sociale è chiaramente quello di ridurre i livelli di ineguaglianza.

Chiamata alle armi

Si tratta della responsabilità della nostra generazione, chiamata a ricostruire il mondo in modo tale che i nostri figli e i loro figli possano sopravvivere in modo decente in un futuro post-fossile attraversando un rapido cambiamento del clima. La scalata a questo compito apparentemente facile è complicata dal fatto che sempre di più stiamo andando al di là della capacità di molti ecosistemi di sostenere le società umane con le aspettative alle quali erano abituate nel secolo scorso.
Stiamo attraversando nell’evoluzione della società moderna l’aumento di 1 °C – è ora di smetterla di negarlo – mentre le soluzioni per i 2 gradi in più devono implicare coscienza e scienza: edifici a basso consumo di carbonio, tecnologie, comunità e società all’altezza. Per dare forma a questo nuovo ambiente, si richiede una revisione sistematica e radicale del tipo e delle funzioni delle professioni relative al problema, e così anche delle politiche, delle linee guida, delle normative e degli standard. Occorre ridurre l’esposizione e la vulnerabilità delle popolazioni ai crescenti rischi economici, sociali e ambientali, cose che di volta in volta richiederanno ingenti investimenti e decisioni difficili. Ciascuno di noi dovrà preferire il bene comune a quello individuale, e questa è la vera sfida.

Guido Caroselli

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