Gli oceani ci difendono (per ora)

Gli oceani hanno un ruolo molto importante nell’assorbimento dell’anidride carbonica (CO₂), uno dei principali gas serra. Anche se l’atmosfera contiene circa tre trilioni (cioè tremila miliardi, 3 × 10¹²) di tonnellate di anidride carbonica, la percentuale contenuta dagli oceani è 50 volte maggiore.
L’anidride carbonica dell’atmosfera a contatto con gli oceani si scioglie nell’acqua. Dato che la solubilità della CO₂ è maggiore in acqua fredda che in acqua calda, il gas lascia la superficie e si disperde negli abissi per mezzo di un processo detto “pompa di solubilità”. Questo meccanismo ha costituito fino ad ora un’azione di difesa, rallentando l’effetto serra dell’atmosfera. Ma esiste anche un limite, un effetto contrario, una retroazione.
Gli oceani, pur assorbendo CO₂ e calore in profondità, con il tempo subiscono una saturazione di questa capacità, trasferendo calore e anidride verso gli strati superiori.
Se la temperatura degli oceani aumenta in superficie, verrà rilasciata nell’aria una quantità maggiore di anidride carbonica a causa della bassa solubilità in acqua a temperature più elevate.
Un forte Niño, ad esempio, che provoca un maggiore riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico, fa sì che l’oceano assorba meno CO₂ e dunque provoca un maggiore accumulo in atmosfera.

Guido Caroselli

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