I fulmini nel mondo

Distribuzione dei temporali.

Una indagine aggiornata sui temporali ha consentito per 5 anni una raccolta di dati sui fulmini molto più ricca che in passato. Il set di dati consente il confronto delle differenti situazioni nei vari periodi dell’anno, nei singoli continenti, negli emisferi e tra oceani e continenti. Questa conoscenza può portare a comprendere meglio gli effetti e i rischi dei temporali per le persone e le infrastrutture.
Nel 2015 un algoritmo più aggiornato e applicato retroattivamente fino al 2012, ha migliorato la capacità del sistema di localizzazione dei fulmini nel mondo, risultandone un numero ben superiore a quello stimato nei database storici. Il cambiamento principale comprende un modello di indagine più raffinato e sensori più precisi adatti alla ricerca. Dal 2012 al 2016 sono ora disponibili per gli studi sui continenti e sugli oceani più di 7,8 miliardi di fulmini.
I fulmini sono le singole scariche elettriche all’interno di un lampo costituente la scarica complessiva. Alle volte i fulmini sono abbastanza distinguibili tra loro e il lampo si presenta tremolante. I fulmini appaiono prima dalla nube al suolo e il resto si manifesta come una pulsazione più debole interna alla nube.

Ricerca globale dei fulmini.

Fino ad ora non era prontamente disponibile l’individuazione di una gran parte dei fulmini sugli oceani e sulle terre meno abitate. Un singolo satellite non può monitorare tutte le aree della Terra, e le altre reti terrestri richiedono molti sensori dotati di una portata di 1500 km, mentre i nuovi individuano i segnali dalle scariche distanti fino a 7000 km.

Mappa globale dei fulmini.

Si vede chiaramente che i fulmini predominano sui continenti, sebbene siano frequenti le estensioni dalle coste alle acque più vicine. Poiché sono più estesi i territori dell’emisfero nord, i fulmini sono più frequenti a nord dell’equatore.

Confronti tra emisferi e tra terra e acqua.

La differenza tra i due emisferi è visibile nella figura che mostra le percentuali, mese per mese, per i due emisferi. L’attività nell’emisfero nord presenta un massimo tra maggio e settembre, mentre nell’emisfero sud il massimo è collocato nella sua estate, da novembre a marzo. Entrambi gli emisferi presentano valori bassi nei loro inverni.

Variabilità nei continenti.

Nel Nord America si parte da una bassa percentuale nei primi mesi dell’anno. Il costante aumento fino al massimo di luglio è seguito da un calo in qualche modo più brusco nei mesi autunnali. Il Sud America presenta un ciclo annuo quasi opposto. L’attività è più forte nei primi mesi e presenta un minimo tra giugno e luglio, quando le più secche correnti invernali prevalgono ovunque tranne in Amazzonia.
L’Europa ha un massimo estivo più spiccato di quello nord-americano, anche se con meno fulmini. Il minimo cade in inverno.
L’Africa non ha un massimo a causa del clima equatoriale, bensì una distribuzione annuale quasi costante.
L’Asia è presente in gran parte a nord dell’equatore e perciò la maggiore percentuale di fulmini è da maggio ad agosto, anche se le regioni equatoriali contribuiscono ad appiattire la distribuzione.
L’Australia è interamente a sud dell’equatore. Il massimo cade nei primi mesi dell’anno e presenta valori quasi nulli d’inverno.///

Guido Caroselli

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