Il vento in casa

Il vento che soffia orizzontale su un edificio esercita una pressione sulla parete esposta. A una velocità dell'aria di 40 km/h corrisponde sul muro una pressione di 60 kg per metro quadrato. Sul lato opposto della casa (parete sottovento) si crea invece una pressione negativa (depressione) tale da spingere (poco, intendiamoci) il muro verso l'esterno. Se si aprono le finestre o le porte delle opposte pareti, la differenza di pressione genera una corrente all'interno della casa. Il più efficace ricambio d'aria si ottiene quando le finestre opposte hanno la stessa superficie di apertura. Ma il massimo effetto rinfrescante si ha con alta velocità della corrente, il che avviene con una finestra di ingresso di piccole dimensioni rispetto a quella di uscita (effetto Venturi). È inoltre opportuno orientare i flusso entrante verso il basso, ad esempio con una veneziana o con una finestra basculante. Se fuori c'è calma di vento, la corrente può essere attivata per differenza di temperatura tra le pareti opposte (effetto camino). Se la prima è esposta al sole e la seconda è in ombra, vanno aperte entrambe le finestre per realizzare il flusso d'aria. La cui portata è proporzionale alla radice quadrata della differenza di temperatura. Perché si verifichi un ricambio due volte più veloce, occorre dunque che la differenza di temperatura tra le due pareti quadruplichi. Guido Caroselli.
  • Filippo Bonanno

    Salve! Esiste una correlazione fra il numero di finestre opposte ai lati Della casa e gli effetti in termini di flussi d’aria prodotti? Mi spiego meglio: 3 contro una, rispetto ad una contro una cambia qualcosa? Grazie mille
    Buonasera

    • Guido Caroselli

      Per aumentare il flusso interno, la dimensione dell’apertura sopravvento deve essere inferiore a quella sottovento. Guido Caroselli

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