Individuare le possibili frane

Le frane possono causare estese distruzioni e disgrazie, ma non sappiamo realmente dove e quando si possono verificare, perché si possa avvisare e possibilmente contenere i disastri. Per la prima volta, mediante i dati ottenuti da collegamenti via satellite tra stazioni terrestri, un nuovo modello della NASA aiuta a individuare in tutto il mondo, quasi in tempo reale, il tempo, il luogo e l’intensità del rischio di potenziali frane. Questo non era possibile in precedenza.
La pioggia costituisce l’innesco principale delle frane. Se le condizioni sotto la superficie del terreno sono già instabili, le piogge pesanti agiscono come “la goccia che fa traboccare il vaso”, provocando il rapido slittamento dalle montagne e dalle colline di fango, rocce, detriti o di tutto questo insieme.
Il modello stima la potenziale attività delle frane identificando per prima cosa le aree con recenti precipitazioni pesanti e persistenti, dove i dati superano i valori critici di soglia degli ultimi 7 giorni.
Là dove si verificano precipitazioni insolitamente copiose, il modello utilizza mappe di territori con possibilità di frane. Le mappe sono create ricorrendo a 5 caratteristiche critiche: se sono presenti strade nei paraggi, se gli alberi sono stati tagliati o bruciati, se è presente un importante frattura tettonica, se il substrato roccioso del luogo è debole e se i pendii sono ripidi.
Se la mappa indica la zona come vulnerabile, il modello genera allora una “nowcasting” (previsione a tempi molto brevi, entro le 12 ore) che identifica l’area come suscettibile di alto o medio rischio di frana. Il modello rinnova la previsione ogni 30 minuti.
L’indagine della NASA mostra anche le tendenze a lungo periodo, con i risultati del modello confrontati con i dati storici degli ultimi 10 anni. L’analisi ha mostrato una “stagione delle frane”, con picchi di frequenze in luglio e in agosto, probabilmente associati con il monsone asiatico e con la stagione dei cicloni negli oceani Atlantico e Pacifico. E per l’Italia?

Guido Caroselli.

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