Ora estiva: conviene?

Fu forse Beniamino Franklin il primo a proporre l’ora legale come sistema per risparmiare candele. La pratica di mettere gli orologi avanti per avere più luce durante i mesi estivi fu adottata durante la prima guerra mondiale nel contesto di un tentativo globale di risparmio energetico. Ma la cosiddetta ora legale (meglio definirla “ora estiva”) fa davvero risparmiare energia? Certamente esistono ragioni per adottare il,provvedimento: più spazio ad esempio per il tempo libero all’aria aperta e più occasioni per andare in giro a far spese. Ma, secondo ricerche più recenti, vi sono ragioni contrarie. L’illuminazione costituisce una piccola parte dei consumi energetici: un’analisi del 2017 ha rilevato che, in media, l’ora estiva ha aiutato a far risparmiare solo lo 0,34% dei consumi elettrici. D’altro canto, estendendo le ore di luce, si incoraggia la gente a usare più aria condizionata e riscaldamento. All’inizio della primavera la gente si sveglia nelle ore più fredde e buie e accende il riscaldamento per stare al caldo. In estate, nelle lunghe ore serali, si tende a prolungare il funzionamento dei climatizzatori, facendo sì che aumentino i consumi generali. Le regioni con estati miti e più basse richieste di raffreddamento potrebbero risparmiare, ma quelle più vicine all’equatore consumano durante il giorno più energia. L’ora estiva, perciò, ha un qualche senso in Scandinavia, ma non in Spagna.

Guido Caroselli.

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