Stratwarming

Stratwarming (o upwarming): come mai? Il riscaldamento della stratosfera avviene quasi ogni inverno, generalmente alla quota di 25-30 km e più frequentemente sull’emisfero nord che su quello australe. Se forte e repentino è detto “major”, fino a + 60 °C in pochi giorni. Il caldo stratosferico spezza in due parti il gelido vortice situato sopra il polo nord (fenomeno di “split”), tanto che uno dei due lobi si deforma allungandosi fino al Nord America o all’Europa. Negli anni ’70 i meteorologi avevano notato che il gelo sugli Stati Uniti era seguito a distanza di due settimane da condizioni altrettanto rigide sul nostro continente.
Le cause sono tuttora allo studio degli esperti, anche se si ipotizzano tre possibilità. 1) La diminuzione del numero di macchie sulla superficie del Sole, ovvero la bassa attività della nostra stella, con conseguente vento solare più debole e aumento dei raggi cosmici, quelli che, insieme ai nuclei di condensazione, incrementano la nuvolosità nella bassa atmosfera: la Terra perciò si raffredda. 2) Importanti eruzioni vulcaniche esplosive, capaci di sparare nella stratosfera goccioline di aerosol (polveri e acido solforico) che riflettono in ogni direzione la radiazione solare e nello stesso tempo assorbono la radiazione infrarossa proveniente dal basso. 3) Forte spinta lungo i meridiani delle correnti atmosferiche, di norma allungate sui paralleli e dirette da ovest a est.

Guido Caroselli.

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