Vulcani prevedibili?

Qualche speranza di prevedere le eruzioni vulcaniche?

Come è noto, la possibilità di prevedere le eruzioni vulcaniche (come anche i terremoti) è tuttora in alto mare. Qualche decina di episodi è stata prevista, ma non esiste ancora un metodo scientifico standard. L’attività vulcanica si svolge sottoterra e quei comportamenti non possono essere monitorati con precisione. Insomma le previsioni del tempo, che conseguono a puntuali e abbastanza precise misure dei parametri atmosferici, sono molto più attendibili.
Qualche speranza, tuttavia, si apre ora grazie alle ricerche di un gruppo di scienziati francesi (Università di Chambéry), che hanno messo a punto un modello continuamente ricalibrato, che cioè mette a confronto e corregge i dati previsti con quelli reali.
Sotto osservazione è la “sovrapressione” del magma, ovvero l’eccesso di pressione creata dal magma che spinge verso l’esterno. Ogni vulcano ha un valore critico di sovrapressione, calcolato sulla base di eruzioni già avvenute. Se questo viene raggiunto, entro pochi giorni o pochi mesi può avvenire un’eruzione.
La sovrapressione viene stimata attraverso la deformazione del suolo, misurata a sua volta da radar satellitari o da dati GPS (sistemi di posizionamento globale che, grazie a una rete di satelliti, rilevano le coordinate geografiche di un oggetto in una certa ora).

Guido Caroselli.

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