Arcobaleno

L’arcobaleno è uno dei più belli e rari spettacoli della natura. Ha da sempre ispirato poesie, canzoni, miti e persino la Bibbia. Nel Libro della Genesi si ricorda che l’iride è un segno di Dio, quale promessa di alleanza con noi, di non inviare più sulla Terra il castigo, il secondo diluvio. Per l’antica Grecia l’arcobaleno era Iris (ecco perché “iride”), la dea che portava agli uomini i messaggi celesti. Aristotele, pur spiegando che si trattava di un fenomeno ottico, affermava che gli uomini non erano capaci di riprodurre quei colori. Gli indiani Pueblo, dei territori sud-occidentali degli Stati Uniti, credevano che i loro antenati fossero extra-terrestri, giunti in questo mondo attraverso il ponte di luci colorate. Nelle tradizioni popolari, che affondano le radici nelle leggende celtiche, ai piedi dell’iride è situata una pentola colma di monete d’oro.
Quando i raggi del sole, alle nostre spalle, passano attraverso le gocce di pioggia di una nube posta davanti ai nostri occhi, vengono scomposti in sette fasce di colori diversi e riflesse fino a noi. In pratica deve esserci stata una pioggia o un temporale e deve poi splendere il sole, e noi dobbiamo trovarci tra il sole e la nube. Il centro dell’arco è nel punto dove, idealmente, la retta congiungente il Sole e la nostra testa interseca il suolo. Il rosso è all’esterno, nel punto più alto nel cielo, poi verso l’interno dell’arco viene l’arancio, poi il giallo, il verde, il turchino, l’indaco e all’interno il violetto. Più basso è il Sole, più è probabile l’osservazione del fenomeno ottico, mentre più alta è la nostra stella, più è schiacciato l’arcobaleno, fino ad arrivare a 42 gradi sull’orizzonte, altezza alla quale non è più possibile l’osservazione.
Gli arcobaleni più spettacolari, nitidi, brillanti e con una dominante rossa, sono quelli scaturiti da una nube temporalesca, dotata di gocce piuttosto grosse. Quando queste sono di dimensioni medie, domina l’arancio, mentre nel caso di pioviggini (gocce piccole) è possibile scorgere solo arcobaleni biancastri e, meno distintamente, altri archi ausiliari e con colori a posizioni invertite.
Al mattino l’iride può esser visto a ponente: in questo caso il tempo peggiora per nubi provenienti da ovest. Verso il tramonto il fenomeno è visibile a levante: si tratta spesso dell’ultimo messaggio di un temporale che si allontana, perciò il tempo è in miglioramento.

Guido Caroselli.

 

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