Ghiacciai e clima

Una delle conseguenze dei cambiamenti climatici è il continuo ritiro dei ghiacciai.
Sulle Alpi le loro superfici si sono ridotte della metà tra il 1900 e il 2012, con una forte accelerazione dei processi di fusione a partire dal 1980.
La dimostrazione più drammatica del ritiro glaciale è rappresentata dalla Mer de Glace, il più grande ghiacciaio francese (versante nord del Monte Bianco) e uno dei più grandi punti di interesse turistico di Chamonix, irriconoscibile se i turisti dei primi del ‘900 potessero vederla.
La Mer de Glace si sta sciogliendo al ritmo di circa 40 metri all’anno, avendo perso 80 metri di profondità solo negli ultimi 20 anni.
Una conseguenza significativa del cambiamento climatico sulle montagne è l’aumento del numero delle cadute: più di 550 nel solo massiccio del Monte Bianco tra il 2007 e il 2015. Il motivo è che il permafrost, che si trova all’interno delle crepe delle rocce e che le cementa insieme, sta fondendo, e così intere sezioni di roccia diventano destabilizzate e più inclini al collasso. Perciò molte vie di arrampicata sono state drasticamente modificate. Una guida alpinistica degli anni ’70, esperta per i 100 migliori itinerari attorno al Monte Bianco, non è oggi più valida perché la maggior parte delle vie è cambiata e non può più essere seguita. Anche i sentieri per le baite di alta montagna attorno al Monte Bianco diventano sempre più pericolosi.
Essendo Chamonix la culla dell’alpinismo moderno e delle attività collegate, le autorità stanno compiendo uno sforzo per adattarsi alle mutevoli condizioni ambientali e per garantire arrampicate sicure.
Lo sport avrà ancora un futuro nelle Alpi, ma gli alpinisti dovranno adottare modi diversi di salita.

Guido Caroselli – Fonte: The Guardian

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