Il vento e le piante

Le piante e i terreni soffrono molto in situazioni di vento secco. Il contenuto idrico del suolo, con vento torrido (asciutto), diminuisce rapidamente. Le stesse condizioni meteorologiche provocano un eccesso di traspirazione e, di conseguenza, l’appassimento di molte specie vegetali.
Quando il vento è impetuoso, i guasti che produce sono di natura meccanica: rottura di rami e, nei casi di grande violenza atmosferica, sradicamento dei piccoli alberi. Nelle fasce costiere, inoltre, l’aria proveniente dal mare può danneggiare la vegetazione con la salsedine e con la sabbia. Per questi motivi occorre a volte provvedere alla protezione delle coltivazioni con opportune opere di sbarramento.
L’efficacia di una barriera antivento dipende soprattutto dalla sua altezza e dalla sua permeabilità, ovvero dalla capacità di ridurre la velocità dell’aria. Se la riduzione è sufficiente (pari circa al 50%), la barriera protegge fino a una distanza sottovento pari a 15-20 volte l’altezza del frangente. Efficaci, tra le barriere naturali, sono le file di pioppi, di salici, di eucalipti, di cipressi, di pini e di fichi d’India. Sono da preferire gli alberi a rapido sviluppo. Tra i frangenti artificiali vengono impiegati i muri a secco, le staccionate e le reti in materiale plastico sostenute da pali in cemento armato.

Guido Caroselli.

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