Impatto dell’esplosione demografica sull’ambiente e sull’uomo

Il rapido aumento della popolazione mondiale sta mettendo alla prova il nostro ambiente. Mentre i paesi avanzati continuano a inquinare e a esaurire le risorse, quelli in via di sviluppo si trovano sotto una crescente pressione per competere economicamente e allo stesso tempo i loro progressi industriali vengono danneggiati. Le richieste che questa crescita pone al nostro ambiente globale stanno minacciando il futuro della vita sostenibile sulla Terra. Uno dei maggiori effetti ambientali della crescita della popolazione è il problema del riscaldamento globale. Alcuni scienziati temono che il problema comporterà in futuro l’innalzamento del livello dei mari e condizioni meteorologiche estreme. Per sostenere la crescita della popolazione, si stanno distruggendo le foreste a un ritmo allarmante. L’umanità continua inoltre a sfruttare le risorse naturali del nostro pianeta. Molte risorse non rinnovabili sono in via di esaurimento per via dell’uso sfrenato di carburanti e di energia. Molte regioni del mondo soffrono inoltre la mancanza di cibo e di acqua. L’ambiente sta soffrendo per la crescita della popolazione. L’esaurimento delle risorse e della biodiversità, gli sprechi e la distruzione dell’habitat naturale sono seri problemi che devono essere affrontati per assicurare la sostenibilità della vita nel prossimo secolo.
Nel 1800 la popolazione della Terra era di un miliardo, essendoci voluta tutta la storia dell’umanità per raggiungere quel traguardo. Solo due secoli dopo, la popolazione è salita a più di 7 miliardi e mezzo, metà della quale vive nelle città. L’impatto di questa esplosione sull’ambiente è stato impressionante, come si è visto con le emissioni di gas serra, l’erosione dei suoli e l’estinzione delle specie. Le riserve della natura comprendono attualmente circa il 10% delle terre, ma la maggior parte sono limitate, scollegate dalle altre riserve e soggette a fortissime pressioni da parte dell’uomo. La dimensione demografica è chiaramente un fattore importante per la misura dell’impatto sull’ambiente. Altri parametri di questa equazione sono il livello di ricchezza, misurato dal consumo individuale per unità di grandezza consumata con le tecnologie usate per fornire energia, cibo e altre risorse. Gli effetti combinati della crescita demografica, delle distruzioni, degli usi eccessivi, degli sprechi e degli abusi delle risorse hanno stressato la capacità della Terra di sostenere la vita. Ecco perché oggi è molto importante lo studio e il controllo della popolazione mondiale.
Per ambiente fisico si intende quello non vivente sulla terra, l’aria e i minerali. L’utilizzo, l’uso eccessivo e sbagliato delle risorse fisiche si sono moltiplicati a causa della crescita della popolazione. Come detto sopra, aumento della popolazione significa più bocche da sfamare, il che richiede una maggiore produzione agricola. Si è resa disponibile più terra coltivabile tagliando le foreste e bonificando terreni umidi, stagni e zone verdi. Diversi tipi di inquinamento stanno causando un mucchio di problemi nell’ambiente fisico che stanno ulteriormente e seriamente danneggiando l’ambiente biologico.
Sempre più foreste vengono distrutte. Esse hanno una moderata influenza nei confronti delle alluvioni e perciò proteggono dall’erosione del suolo. Le foreste giocano anche un ruolo importante per migliorare la qualità dell’ambiente influenzando il bilancio ecologico e il sistema di supporto della vita (verificando l’erosione dei suoli, mantenendone la fertilità, conservando l’acqua, regolandone il ciclo e le alluvioni, bilanciando l’anidride carbonica e il contenuto di ossigeno in atmosfera, ecc.). Le due più comuni cause della deforestazione sono la costruzione di abitazioni per il maggior numero di persone e l’uso del legname per i carburanti industriali. Come conseguenza, gli alberi, che ci aiutano a contenere l’inquinamento con il processo della fotosintesi, non riescono più a farlo.
Oggi le attività dell’uomo stanno provocando una massiccia estinzione delle specie, la piena implicazione della quale viene appena compresa. Più di un miliardo di persone vive in regioni che i conservazionisti considerano tra le più ricche di specie vegetali e animali e invece tra le più minacciate dalle attività umane. Mentre queste regioni comprendono circa il 12% della superficie planetaria, sono abitate da quasi il 20% della popolazione mondiale. La popolazione in queste aree di biodiversità sta crescendo al ritmo di 1,8% ogni anno, in confronto alla crescita media globale dell’1,3%. Le moderne pratiche agricole spogliano la Terra del suo sottile strato di terriccio mediante l’azione erosiva dell’acqua e dell’aria, distruggendo questo prezioso micro-ecosistema che impiega secoli per formarsi e favorire la vita sull’ambiente. Molte specie sono di immenso valore per l’umanità, fonte di cibo, di medicine, di energia e di materiali di costruzione. Tra le 10.000 e le 20.000 specie di piante sono usate nel mondo per i farmaci. La diversità della natura aiuta a soddisfare le necessità ricreative, emotive, culturali, spirituali ed estetiche dell’uomo.
La superficie terrestre serve come serbatoio per l’acqua e per i nutrienti necessari alle piante e agli altri micro/macro organismi viventi. La domanda di cibo, di energia e di altre necessità per l’uomo dipende dalla capacità di preservare e migliorare la produttività della terra. La perdita di terre arabili è stata causata da certi fattori, molti o la maggior parte dei quali sono legati allo sviluppo dell’umanità. Le cause primarie sono la deforestazione, il sovra-sfruttamento per ottenere legna da ardere, pascoli in eccesso, attività agricole e industrializzazione. Su scala mondiale, il degrado dei suoli è causato in primis dai pascoli in eccesso (35%), dalla deforestazione (30%), dalle attività agricole (28%), dal sovra-sfruttamento per produrre legna da ardere (7%) e dall’industrializzazione (4%). Sono stati fatti diversi sforzi a scala nazionale e regionale per combattere il degrado dei suoli, per sviluppare metodi di sorveglianza e di raccolta di dati e per formulare politiche, programmi e progetti appropriati. A scala nazionale, tali misure comprendono la gestione degli spartiacque, la conservazione del suolo e dell’acqua, la stabilità delle dune sabbiose, la bonifica delle terre acquitrinose e saline, la gestione delle foreste e dei campi e il ripristino della fertilità dei suoli fertili nei terreni arabili con concimi vegetali e con la coltivazione di raccolti appropriati.
Infine, uno dei più grandi problemi che stanno preoccupando gli ambientalisti in tutto il mondo è il riscaldamento globale. Come il vetro di una serra, i gas come il monossido di carbonio lasciano passare la luce solare ma tendono a far tornare indietro il calore irradiato dal suolo, intrappolandolo nell’atmosfera. L’inquinamento dell’aria non è il solo danno ambientale dovuto all’aumento della popolazione. Anche l’inquinamento dell’acqua è un altro dei problemi oggi in aumento. L’acqua è essenziale per la vita. L’aumento delle fabbriche comporta un inquinamento idrico.
L’ambiente terrestre è limitato e può essere distrutto se non cominciamo a controllare l’aumento demografico. Bisogna ora prendere misure per correggere la situazione attuale che comprende l’aumento della deforestazione e della desertificazione, il decremento delle terre coltivabili, l’incremento dell’inquinamento delle acque, il peggioramento dello strato di ozono e l’effetto serra. Bisogna sapere che il controllo della popolazione non metterà fine a tutti questi problemi, ma darà più tempo per aggiustare le cose. Inoltre il controllo demografico aiuta a migliorare i problemi ambientali. Al contrario, lasciare che la popolazione cresca indefinitamente potrebbe non solo danneggiare l’ambiente. La sovrappopolazione è un risultato negativo per tutti e tutto; per le piante, gli animali, la terra, l’acqua e l’uomo.

[Modern Rohini Education Society – Traduzione di Guido Caroselli]

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