Orsi polari?

Vado contro-corrente. Televisioni, radio, giornali e web, “media” insomma, continuano a non capire – o fanno finta di non capire o semplicemente se ne fregano alla grande del problema, basta dare un po’ di quel cibo – che alla stragrande maggioranza delle persone non arriva il messaggio che al di là (ma anche un po’ al di qua) dei circoli polari artici il ghiaccio diventa acqua e si alzano i mari. Altro messaggio che non arriva è che “se continua così, tra 20 anni succederà questo”. Non arriva il messaggio si traduce in questi tipi di reazione: 1) Cosa posso farci? Qualcuno farà qualcosa; 2) chi se ne importa del polo nord (sud), io vivo qui, bello distante; 3) Ho altri problemi 4) Mamma mia, poveri orsi polari!
No, anziché insistere con questi messaggi e documentari, che ne dite di contribuire a orientare l’opinione pubblica verso questo unico pensiero: in questo presente, ora, adesso e qui, nel mondo, in Europa, in Italia, abbiamo abbastanza sciagure e abbastanza vittime a causa del cambiamento del clima. Fino a quale cifra, denaro, disastri, disagi e morti, intendiamo aspettare per pretendere che i governi (il voto appartiene a noi) mettano subito in campo progetti a breve e medio termine, capacità e competenze tecniche e scientifiche e un buon numero di persone da impiegare per: 1) cambiare fonti e politica energetica; 2) contenere subito i guasti difendendo noi stessi e il nostro ambiente (territorio, vegetazione, città, strutture, aria, acque)? Non basta più che il messaggio sia educativo, occorre, perdonatemi l’espressione poco elegante ma non ne trovo una più efficace, occorre alzare il culo.

Guido Caroselli.

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