Pressione atmosferica e vita acquatica

Come le piante, gli animali e l’uomo influiscono sull’ambiente che li circonda, così anche le condizioni ambientali influenzano il comportamento della vita. Si può fare il caso particolare dell’aria e dell’acqua, modificate dagli esseri viventi (basti pensare all’inquinamento, o alle indotte variazioni di ossigeno, di anidride carbonica, di umidità e di temperatura) e, al tempo stesso, causa di cambiamenti nel comportamento dell’uomo, delle piante e degli animali. Una variazione di temperatura ci fa indossare abiti diversi, una gelata può mettere in pericolo le specie vegetali e le variazioni di luminosità possono influire sui movimenti dei pesci in acqua.
Come modificano le variazioni di pressione atmosferica i comportamenti dei pesci d’acqua dolce? Essendo l’aria a contatto con le acque dei fiumi e dei laghi, le variazioni della pressione si trasmettono anche all’ambiente vitale dei pesci, almeno fino agli strati acquatici più superficiali.
I pesci sono dotati di una vescica natatoria, un sacchetto pieno d’aria che consente loro di navigare in equilibrio e senza affondare. Quando diminuisce la pressione, la vescica natatoria tende a spingere i pesci verso l’alto. Per bilanciare questa forza, essi si portano in acque più profonde, dove la pressione ambientale è più elevata. Se la bassa pressione atmosferica (il cattivo tempo) dura a lungo, le specie abituate a mangiare in acque poco profonde sono costrette al digiuno e possono abboccare più facilmente (perché affamate!) se si immerge la lenza qualche metro più in basso.
Quando invece la pressione è in aumento o è alta e stabile (bel tempo), i pesci salgono in superficie per bilanciare l’azione della vescica che li spingerebbe in basso. In questo caso aumenta il pescato negli strati poco profondi.

Guido Caroselli.

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