Scienza ed errore

Il metodo scientifico si basa sulla ricerca di ciò che rappresenta al meglio la realtà. Perciò non ha nulla di assoluto. Dopo l’osservazione empirica dei fatti e la formulazione di una teoria o di una ipotesi, deve accettare anche gli errori, dunque non deve essere mai fondata sulla roccia, ma ricominciare, in quei casi, con nuove osservazioni e riformulazioni teoriche e ipotesi che tengano conto delle contraddizioni che falsificano le precedenti teorie.
Karl Raimund Popper (1902–1994), filosofo della scienza e della politica austriaco naturalizzato britannico, è noto per la proposta della falsificabilità come criterio di demarcazione tra scienza e non scienza. Le molteplici verità in contrasto tra loro vengono ospitate dalle sedicenti scienze che in realtà non lo sono, come ad esempio la politica, l’economia e la psicanalisi. Non si può accettare tutto e il contrario di tutto.
La fisica è scienza, perché si basa sulla sperimentazione e sulla formulazione di una probabile verità, ma nello stesso tempo accetta l’errore come stimolo e metodo per il superamento delle congetture. Forse la caccia alla “teoria del tutto”, in grado di spiegare interamente e di riunire in un unico quadro tutti i fenomeni fisici conosciuti, da quelli micro della struttura della materia a quelli macro dei fenomeni dell’universo, forse, dicevo, non darà frutti assoluti e nel futuro sarà corretta.
Anche l’astronomia, dopo essersi storicamente corretta al prezzo di vere e proprie persecuzioni, ritenuta poi in tempi moderni, nell’accezione comune e fino a non molti anni fa, una fonte di assolute verità, superandosi con l’apprendimento degli errori, ci dimostra oggi di essere alla continua ricerca di nuove possibilità e di nuove frontiere.
La scienza medica osserva, misura, ipotizza e si corregge per ricominciare la ricerca al fine di essere sempre più vicina alla risoluzione dei problemi della salute.
La meteorologia si basa e riparte ogni giorno e più volte al giorno dalla correzioni delle imprecisioni di calcolo e dalle errate valutazioni dei parametri atmosferici. Alcuni centri meteorologici mostrano ogni giorno il confronto a posteriori tra i risultati dei loro calcoli previsti e le corrispondenti misure rilevate dagli strumenti. Le previsioni d’insieme, “ensemble forecast”, basano addirittura il calcolo sull’accettazione dell’inevitabile imprecisione strumentale, arrivando non a risultati assoluti, ma a un insieme di probabilità, che, scartando le più isolate, danno risultati vicini tra loro ma non contraddittori. Quando l’insieme, a distanza crescente di giorni, si sgrana in possibilità che si contraddicono, la previsione va scartata perché inutile.
Ecco perché la meteorologia è scienza, può sbagliare ma impara dagli errori e si corregge, andando sempre più avanti. Per questo mi è piaciuta da quando l’ho conosciuta.

Guido Caroselli

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