Sole alto

Mercoledì scorso è partita l’estate astronomica. Nel nostro emisfero, a mezzogiorno, il sole era a picco sul Tropico del Cancro, ovvero sulla diga di Assuan, sulla tomba di Maometto (a Medina), su Canton, su Formosa, sugli altopiani del Messico, sull’Avana e sul deserto del Sahara. A tutte le latitudini comprese tra il Tropico del Cancro e il Polo Nord, i raggi solari, anche se non perpendicolari, hanno raggiunto comunque la massima altezza possibile dell’anno. Allo stesso tempo, il primo giorno d’estate, detto “solstizio” (dal latino “solis statio”, perché da un giorno all’altro il sole di mezzogiorno sembra restare fermo lassù) è per l’emisfero boreale il giorno più lungo dell’anno. Al 45° parallelo, a metà strada tra il polo e l’equatore (è la posizione di Torino), si può fruire di quasi 15 ore e mezza di luce, contro le 8 e 30 di oscurità.
Tutto ciò porterebbe alla conclusione che il primo giorno d’estate è, dal punto di vista del guadagno della radiazione solare, il momento più favorevole dell’anno e dunque quello più caldo. Eppure, come è noto a tutti, non ė così, realizzandosi le temperature massime, di regola, a luglio e in agosto. La ragione è dovuta al fatto che la superficie terrestre continua ad accumulare calore in misura sensibile anche dopo il solstizio, quando il sole, durante le ore centrali della giornata, pur non trovandosi più alla massima altezza sull’orizzonte, è comunque ancora ben alto. Si verifica dunque una certa inerzia tra il giorno di esposizione ottimale e il massimo rendimento termico. Lo stesso avviene in una stanza d’inverno, che, per l’inerzia del riscaldamento dell’aria e delle pareti, raggiunge la massima temperatura dopo un certo tempo dopo il massimo apporto di calore dei radiatori.
in Italia le più intense calure vengono raggiunte di solito nelle città del Nord nella terza decade di luglio, mentre in tutto il resto della Penisola i massimi cadono nella prima decade di agosto. È come se l’estate, al Nord, arrivasse prima per terminare poi in anticipo rispetto al Centro-Sud. Giugno può essere considerato mese pienamente estivo solo nelle regioni settentrionali, così come settembre è mese ancora solare al Sud, a volte anche al Centro, ma non più al Nord. La ragione di questo sfasamento sta nell’influente presenza del mare tutt’intorno alle regioni centro-meridionali. L’acqua del mare fa da serbatoio, meno pronta, rispetto alla terra, ad acquistare calore, ma poi più lenta a cederlo. Dunque il Nord, meno influenzato dalle acque, si riscalda più rapidamente, perdendo poi calore già durante l’agosto.

Guido Caroselli.

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