Temperatura delle acque interne

Le acque interne, quelle di fiumi e laghi, oltre a essere regolate dalle correnti superficiali e profonde, subiscono le influenze dell’andamento della temperatura dell’aria e, nello stesso tempo, a loro volta condizionano l’ambiente circostante. Per l’inerzia termica dell’acqua e dunque per la sua lentezza nel perdere calore, l’aria sovrastante fiumi e laghi di una certa estensione è generalmente meno calda di quella delle acque superficiali. Poco pronte ad adeguarsi alle condizioni del momento, le temperature delle acque in superficie dipendono soprattutto dalla stagione in corso, mentre quelle degli strati più bassi sono ancora più inerti, legate in sostanza alla profondità, alla forma e natura dei bacini, nonché all’origine delle acque di alimentazione.
Anche il grado di turbolenza dell’acqua ha la sua importanza, contribuendo ai fenomeni di mescolamento o, in assenza di questi, favorendo la disposizione dell’acqua in strati paralleli.
In acque profonde 20 metri o più, si possono distinguere tre strati. Quello superficiale, dove la temperatura, partendo d’estate dai 20-22 °C, diminuisce di poco con la profondità; quello intermedio, detto «termoclino», dove il salto della temperatura è consistente; quello profondo, infine, dove si raggiungono i valori più bassi, anche intorno ai 4-5 °C.
Tali strati sono di grande interesse per i pescatori, perché i pesci hanno diverse preferenze nei confronti della temperatura (oltre che dell’ossigeno e dell’acidità dell’acqua). Certi pescatori usano speciali termometri a bobina per misurare la temperatura e dunque la profondità. Al di sotto di in certo valore termico i pesci mangiano poco, mentre al di sopra di una seconda soglia cessano del tutto di alimentarsi.

Guido Caroselli.

 

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