Un arcobaleno da (non) toccare

Oggi le bolle di sapone le vendono già confezionate: in tubetto. Tubetto, soluzione saponosa, tappo con asticciola sagomata per soffiare bolle di dimensioni regolari. In commercio si trovano anche fucili e pistole “spara-bolle” e una soluzione per bolle megagiganti.
Ma quelle NON sono bolle di sapone. Punto.
Le bolle di sapone sono di sapone, che altro se no? Per giocarci ci vogliono determinate condizioni meteo e un’apposita attrezzatura.
Innanzitutto é necessaria una giornata soleggiata di fine primavera-inizio estate; assolutamente inadatte le giornate estive afose, tollerabili i primi giorni d’autunno. Perché? Ma è ovvio, perché il sole non troppo alto rende le bolle iridescenti e l’aria calda che sale dal terreno le fa volare.
Si passa poi all’attrezzatura: indispensabile un bicchiere vecchio un po’ sbeccato («ché tu nuovo me lo rovini»), sapone, acqua e una cannuccia di quelle delle bibite (meglio se di paglia, ma sono ormai introvabili; ci si accontenta della plastica).
Il luogo ideale per produrle sarebbe un balcone al primo piano, ma non si può pretendere troppo.
A questo punto basta sciogliere diligentemente una scaglietta di sapone (da bucato o saponetta, meglio evitare i detersivi) in una adeguata quantità di acqua. Quando tutto è pronto si intinge con delicatezza la cannuccia nel bicchiere, la si sgronda un poco e si soffia molto dolcemente.
I primi risultati saranno di certo deludenti, ma con la pratica in breve si assisterà a notevoli progressi sino a veri e propri virtuosismi con bolle giganti, multiple, a grappolo eccetera.
Non si possono contare certo i pomeriggi volati via nel soffiare con una cannuccia; ma restano impresse nella mente le delicate iridescenze di decine di bolle dalle sfumature arcobaleno che a una a una esplodevano silenziosamente.
PS. Charles Vernon Boys, fisico britannico di fine Ottocento: “Ci sono più cose in una comune bolla di sapone di quante non ne sappia immaginare chi si limiti a vederla come un gioco”.

Dal “Dizionario dei giochi perduti” di Elena e Alberto Mora – Cairo Editore.

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